Carpenè Malvolti

Dal 1868 Carpenè Malvolti incarna la storia della Spumantistica e della Distillazione di stampo italico. Una storia che inizia un secolo e mezzo fa - grazie alla mente illuminata del capostipite Antonio Carpenè - e sempre "in progress" con le innovazioni scientifiche e strategiche apportate dalle successive tre generazioni che si sono avvicendate sino ad oggi, da Etile ad Antonio fino ad Etile. Tutte le fasi generazionali, ciascuna con il proprio specifico contributo, rimangono tuttavia ancorate alla mission e alla filosofia imprenditoriale di sempre e tutte sono ispirate al principio della continuità nel tramandare i valori storici e fondanti.
Una storicità che la Famiglia Carpenè ha sempre stigmatizzato e che di recente ha valorizzato ancor più, integrandola anche sulle etichette delle sue migliori selezioni e accreditandola quindi quale asset imprescindibile per la propria strategia di marketing e di comunicazione.
Il profondo legame alla tradizione di Famiglia si rinnova e si fortifica nei nomi e nelle opere delle varie generazioni e soprattutto nell'impegno per la produzione di vini e distillati di qualità,  attraverso continue innovazioni tecnologiche applicate in cantina, non cedendo mai a compromessi con i valori tradizionali e al simbiotico rapporto con il Territorio.
Tra le verdi colline di Conegliano, infatti, dove i filari di Glera si susseguono ordinati, da quasi un secolo e mezzo questa realtà lega il suo nome in particolare a quello del Prosecco:  era infatti il 1868, quando Antonio Carpenè, convinto garibaldino che - dopo essersi laureato in chimica a Pavia - nel 1866 aveva combattuto a Bezzecca, ebbe la geniale intuizione di produrre con queste uve il primo "champagne italiano". Il sogno di aprire un'azienda che producesse vini veneti divenne realtà insieme a quello di fondare, alcuni anni più tardi, la Scuola Enologica di Conegliano, uno dei più prestigiosi Istituti Tecnici d'Italia nel campo della vitivinicoltura, dove poter divulgare la cultura e il rispetto per la terra e la vite, il patrimonio più importante per la gente di Conegliano e dei colli intorno, coltivati a vite anche duemila anni prima.
Il contributo della Famiglia Carpenè all'affermazione del Prosecco non si è arrestato con il fondatore Antonio: dopo di lui, Etile introduce per la prima volta il nome del vitigno in etichetta e poi la terza generazione, rappresentata da Antonio, che mette a punto un nuovo metodo di spumantizzazione, capace di esaltare e valorizzare al massimo le caratteristiche aromatiche del vitigno. Questa innovazione, porta infatti il suo nome, essendo nota proprio come Metodo Carpenè.
Se oggi il Prosecco Superiore DOCG di Conegliano Valdobbiadene rappresenta una realtà affermata in tutto il mondo, il merito è ascrivibile soprattutto alla quarta generazione Etile Carpenè, che ancor oggi continua a dedicare energie ed entusiasmo per un profondo rinnovamento in campo tecnologico ma soprattutto conducendo con successo l'ambizioso processo di internazionalizzazione, che ad oggi ha  portato il marchio ad essere presente in oltre 50 paesi di tutti e cinque i continenti. E la quinta generazione Rosanna Carpene', si sta accingendo a raccoglierne il testimone, sentendo tutto il privilegio, l'onore e la significativa portata di tale storica responsabilità.

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