Toccafondi Arti Grafiche

“Gran bella avventura!”. E’ stato questo il primo pensiero dell’imprenditore fiorentino Niccolò Donzelli quando i soci dell’azienda TOCCAFONDI gli hanno proposto di rilevare, attraverso la holding Nest Investimenti, la loro azienda, proprio in occasione dei primi 100 anni di attività.
Il laboratorio di Arti Grafiche è stato fondato intorno al 1880 a Borgo San Lorenzo, ma ben presto fu rilevato dalla famiglia Toccafondi che, per tre generazioni, ha gestito l’impresa con amore e passione per questo antico mestiere. La stampa di libri, riviste e giornali in tutto il Mugello, è dimostrata ufficialmente da alcuni documenti che riportano la data del 1910; da qui la scelta del claim “Arti Grafiche dal 1910” nonostante l’anzianità dell’impresa sia maggiore.
Il giovane imprenditore fiorentino è rimasto sicuramente colpito dal legame affettivo tra i quattro soci e l’azienda e dalla mancanza di eredi disposti a raccogliere questa sfida imprenditoriale. L’attività era sempre stata gestita con oculatezza e precisione, i conti in regola, il capannone e gli uffici di proprietà comprati nel tempo con gli utili aziendali. Tutto sembrava perfetto, ma era indispensabile un progetto di continuità e nuovi investimenti per poter guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
Nel corso di un secolo la stampa e le arti grafiche in generale hanno visto un’evoluzione incredibile. Il modello di business artigianale tradizionale non permette più ad un’impresa di crescere e prosperare : a causa del mercato internazionale sempre più competitivo, del dumping giornaliero sui prezzi, del costo sempre più esorbitante delle materie prime e dell’evoluzione costante della tecnologia delle macchine da stampa. Investire quindi in un settore maturo poteva sembrare una follia romantica, ma Niccolò Donzelli conosce questo settore occupandosi da anni, con le sue imprese, di comunicazione, immagine, grafica, design e pubblicità. All’inizio con le agenzie di pubblicità e poi, negli ultimi anni, al fianco di Oliviero Toscani come suo amministratore e general manager.
La sfida nella secolare tipografia del Mugello è interessante e stimolante. I vecchi soci continueranno a collaborare ancora insieme al personale, ragazzi speciali che non si risparmiano mai, fino a quando il ricambio generazionale sarà completato ed il know-how sapientemente trasferito. Nel processo d’innovazione e nell’informatizzazione del ciclo produttivo sono già stati effettuati numerosi investimenti; sono poi stati inseriti alcuni nuovi dipendenti e collaboratori nelle aree di amministrazione, stampa, prestampa e grafica. C’è infatti la volontà di rinnovare il modello di business che vedrà l’azienda divisa in reparti: la stampa (piccola tipografia tradizionale e stampa commerciale), la prestampa (fotolito e service business to business) ed il nuovo reparto di grafica, progettazione e consulenza. La Toccafondi pertanto lavora come tradizionale tipografia in conto terzi per imprese, studi grafici ed agenzie, ma offre anche un servizio completo a 360° gradi racchiudendo in sé tutte le competenze della filiera, partendo dalla fotografia e dalla progettazione fino al prodotto cartotecnico finale. Non siamo quindi più solamente una società di produzione, vogliamo essere un’azienda al servizio del cliente in tutto il suo processo di promozione ed immagine.
Questa è la Toccafondi Srl – Arti Grafiche dal 1910 che annovera tra i suoi clienti l’Autodromo del Mugello, Everlast, Banca di Credito Coopertivo del Mugello, Il Palagiaccio, Il Forteto, Oliviero Toscani Studio, La Sterpaia, Montalbano, Industria Toscana Vernici, McDonald’s Italia, Moretti Holding, Animals Asia Fondation, Almo Nature, Tony Muzi, Commit Software e molti altri committenti su tutto il territorio nazionale.

Azienda Agricola Travignoli

L’azienda Agricola Travignoli si trova nella zona di produzione del Chianti Rufina ed esattamente a Pelago in Via Travignoli 78 a soli 18 Km da Firenze.
TRAVIGNOLI la cui storia risale al 1100 è nota come azienda agricola organizzata già dal 1400 circa. Nel '700 viene acquistata dai conti Busi i quali, di generazione in generazione, continuano ancora oggi a gestirla: coniugando la lunga tradizione di storia e cultura agricola con le moderne tecniche di coltivazione e la lavorazione dei prodotti agricoli.
Oggi Travignoli ha 70 ettari di vigneti specializzati, ha 15 ettari di oliveto specializzato di cui 5 ad irrigazione goccia a goccia e 10 ettari a seminativo.
Grazie a prodotti di elevata ed eccellente qualità, riconosciuta da tutte le guide del settore, l'azienda agricola TRAVIGNOLI opera - oltre che in Italia - in gran parte del mondo: con particolari presenze negli Stati Uniti, Canada, Germania, Olanda, Belgio, Svizzera, Giappone, Austria, Danimarca, Norvegia, Sud Africa e Cina.
Oggi vengono prodotti Chianti Rufina Villa Travignoli 2009, Chianti Rufina Villa Travignoli Riserva 2006, Gavignano bianco IGT 2010, oltre a Calice del Conte IGT rosso di Toscana, vinsanto e olio extravergine di oliva.

Torrini 1369

1369. L'Archivio Storico del  Casato  Orafo dei Torrini

E’ un’immagine retrospettiva forte, in grado di mettere ancora i brividi addosso, quella di Jacopus Turini de la Scharperia, ‘coraggioso’ orafo corazzaio che dalla campagne del Mugello scese nel 1369 nella Firenze divorata dalla recente peste, per registrare il suo Signum all’Arte dei Corazzai, Chiavaioli e Fabbri e per cercare fortuna: Jacopus Turini de la Scharperia facit hoc signum.








Di certo, Jacopus non poteva immaginarsi che quel suo gesto di intraprendenza avrebbe dato luogo a una bellissima storia lunga oltre sei secoli. E nemmeno che il marchio orafo di fabbrica da lui registrato, oggigiorno venisse riconosciuto ufficialmente come il più antico al Mondo, anche per continuità di gestione all'interno delle vicissitudini di un Casato Orafo, come dimostra uno studio di William O’Hara (direttore del Bryant College’s Insitute for Family Enterprise di Smithfield) che pone il marchio fiorentino, per longevità, al quarto posto in Italia e all'ottavo in campo internazionale.
Osservando il Signum, ovvero il marchio di fabbrica impresso da Jacupus, vi si potrebbe leggere la rappresentazione – legittima, perché beneagurante - di un mezzo quadrifoglio con sperone. In realtà, esso ripropone molto più semplicemente la lettera “B”, l’iniziale di suo padre Bernardo. Non è un dettaglio questo che può passare inosservato, perché la storia del Casato Orafo Torrini è una storia che poggia le sua fondamenta sull’identità di discendenza orafa, intesa sia come suprema tradizione da conservare sia come responsabilità etica del commercio. Per oltre sei secoli, per oltre venti generazioni, il marchio di fabbrica Torrini - come tessera di un perfetto domino - ha tramandato saperi e conoscenze uniche, riscuotendo crescente fama e notorietà per l’originalità dei lavori di oreficeria sul quale è stato apposto. A Firenze, in Toscana, in Italia, nel Mondo intero.
A Siena, tra il XIV e il XV secolo, Jacopus e il fratello Tura lavorarono alla realizzazione del Duomo, ricoprendo per 28 volte la carica di Priore e acquisendo il titolo di “Nobile di Siena”. A Pisa Turino di Sano si mise in luce per la sua abilità portando a termine, per il Battistero, la statua in rame di San Giovanni Battista. Suo figlio Giovanni, invece, ci ha lasciato in eredità alcuni splendidi rilievi bronzei del Fonte Battesimale del Battistero di Siena, commissioni preziose che gli valsero amicizia e stima professionale da parte del grande scultore Lorenzo Ghiberti.
Ed ecco ancora i Torrini protagonisti della scena orafa fiorentina nel 1600 e 1700, quando Francesco fissa la sua bottega sul Ponte Vecchio; poi nell’Ottocento, con Giocondo Torrini che partecipa alle più importanti Esposizioni Universali del tempo, conquistando la Medaglia di Eccellenza a quella di Londra 1862, gli stessi anni nei quali fu apprezzato per le sue splendide parure in commesso di pietra dura: una di queste è oggi custodita al British Museum di Londra.
Attraverso Guido e Franco, succedutesi nel 1900, il celebre Casato Orafo è giunto fino ai giorni nostri, con quell’irripetibile aspetto di genuinità che ha poi fatto nascere quella testimonianza diretta di così forte e spiccata identità.
Identità che la si può toccare con mano nella raffinatezza che ha alimentato l'Archivio Storico Torrini 1369, “il virtuale luogo di un’arte”, come è stato ribattezzato, già esposto a Washington nel lontano 1972 e successivamente, prima esperienza nel mondo Occidentale, in Cina a Nanchino nel 1977. L'Archivio Storico Torrini 1369 con i suoi oltre 100 reperti in oro e argento, tutti portanti l’antico punzone, corrispondenti ad un arco di tempo di circa 300 anni, la biblioteca, l'emeroteca, rappresentano una realtà storico-culturale del Made in Italy unica nel mondo. Creazioni in oro e di argento, deliziose spille settecentesche a tema floreale, disegni, committenze, testimonianze di artisti moderni, orologi da tasca, documenti rarissimi come l’edizione originale del 1568 dei “Trattati sull’Oreficeria” di Benvenuto Cellini.
Ma sarebbe un grossolano errore pensare a una dinastia protesa alla sola conservazione, alla scontata omologazione, insomma allo sfoggio del passato così straordinario, tale da giustificare anche certe presunzioni. “La nostra storia ci obbliga a non scendere mai a compromessi con la qualità del nostro lavoro – dice Franco Torrini – ed è uno stimolo continuo per affinare l’eccellenza del fare e il nostro sapere ultracentenario”.
Il casato Orafo Torrini, forte del suo “modus” e delle sue conoscenze, ancora radicate nella Firenze del passato attraverso l'Archivio Storico Torrini 1369, ha nel 2011 originato sotto licenza due diversi comparti che rappresentano ancor oggi l'apice dell'eccellenze Fiorentine e che usano imprimere ancora il Marchio di Fabbrica Torrini sui manufatti che escono dalle loro attività, espresse dietro un Codice Etico teso alla massima valorizzazione della loro reputazione:
 
L'Antica Manifattura Orafa, condotta e posseduta da Fabrizio, come espressione di una visione classica ed elegante dedicata alla bellezza di un gioiello, di un’opera d’arte o di un più piccolo accessorio di moda,, svolge una continua ricerca anche improntata alle nuove tendenze ornamentali o a nuove tecnologie collegate al pensiero artigianale che gravita intorno alla esclusiva “bottega” dove si sperimentano idee e comportamenti futuri. www.torrini.com
Il Negozio Storico di Piazza Duomo a Firenze, condotto e posseduto oggi da Francesca e dal figlio Guido che ufficialmente suggella in via esclusiva il percorso di un gioiello, di un orologio, come di un profumo o una penna Torrini 1369, che partono dalla Manifattura e per andare verso quel raffinato pubblico che dalla fine dell’ottocento getta il suo sguardo sulla vetrina che si affaccia all’ombra della cupola del Brunelleschi. www.torrinijewels.com

I gioielli, le collezioni, le lavorazioni in oro e argento dei Torrini continuano ad affascinare mezzo mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dall’Oriente alla vecchia Europa. Si calcola che attualmente, sulla scena mondiale,  le opere di oreficeria di Torrini in uso di collezionisti privati siano oltre 150 mila.
Questa è la storia del Signum, impresso nel 1369 da Jacopus de la Scharperia. In questi casi si dice “file rouge” ma quella scritta assomiglia tanto a un sottile, indistruttibile “file d’or” che tende all’infinito.

Tessitura Busatti

Tessuti morbidi, unici, pressoché introvabili altrove. Prodotti squisiti ed eleganti pronti ad abbellire le case di tutto il Mondo. Anghiari, caratteristico borgo toscano celebre per la battaglia del lontano 1440 tra milanesi e fiorentini, è anche la località dove dalla metà dell’800 opera nel segno della qualità e dell’originalità artigianale la Tessitura Busatti, la prima impresa ultracentenaria aretina ad associarsi alla UIST Unione Imprese Storiche Toscane.
La storia degli ‘imprenditori’ Busatti ha origini lontane, ed è fortemente radicata in questa provincia toscana operosa e genuina, che nel raggio di appena 100 chilometri ha visto venire alla luce personaggi illustri del calibro di Piero della Francesca, Michelangelo, Leonardo Da Vinci, Raffaello, Guido Monaco, San Francesco.
Furono gli intraprendenti antenati Niccolò e Giuseppe Busatti provenienti dal Valdarno, addirittura nella seconda metà del 1700, ad aprire ad Anghiari un forno per pane all'interno di Porta Fiorentina. Grazie al successo della loro iniziativa, il figlio di Niccolò, Mario, inaugurò in seguito la propria attività di vendita di generi diversi con l’apertura di una bottega a sommo del Borgo della Croce in Anghiari. Mario Busatti, nato nel 1800, ingrandì quindi la bottega inserendovi i primi macchinari tessili mentre i suoi fratelli portarono avanti il lavoro di fornai aprendo un altro forno nel Borgo della Croce di Anghiari.
Con il passare degli anni l’attività tessile dei Busatti prese corpo grazie anche al lavoro di alcune famiglie del paese che, possedendo un telaio, lavoravano fibre di canapa e lino riforniti da Mario Busatti. Fu proprio Mario ad inserire nuove tecniche di produzione, oltre che la vendita di panni grossolani di lana locale, coperte e vestiario. Nello stesso periodo Gregorio Busatti, fratello do Giuseppe, percorse gran parte dell'Europa (Vienna, Augusta e Parigi in modo particolare), apprendendo così l'arte della sartoria e le nuove tecniche tessili che verranno sviluppate dal fratello Giuseppe e dal nipote Livio.
“Il vivere ed operare dentro alla Busatti è stato per le generazioni che mi hanno preceduto e per quella che già con me opera nell'azienda, un continuo affinamento del gusto – dice Giovanni Sassolini, oggi a capo dell’azienda - E stato come un buon vino che entra dentro le botti di rovere forte e illeggibile e ne esce con un vasto spettro di profumi e sapori. Il buono ed il bello ci riservano sempre nuovi palpiti e solo ciò che continua a piacere diventa tradizione”.
Il laboratorio Busatti, che ancora mantiene la sua sede ad Anghiari, nelle cantine del palazzo Morgalanti dalle sobrie linee cinquecentesche, filtra ormai la secolare esperienza e raffinatezza delle persone che vi lavorano con grande competenza e passione. Si pensi che si è soliti dire "Lavoro con la Busatti non per la Busatti", a conferma di quel familiare rapporto consolidato tra l’azienda e i dipendenti.
La parola d'ordine è stata sempre non rinnegare mai le origini, il buon gusto e la qualità. Antiche macchine da carderia lavorano le lane rustiche dell'Appennino che sta tra il Tevere e l'Arno. Telai a navetta figli della prima rivoluzione industriale inseriscono lentamente le trame, conferendo ai tessuti quella morbidezza ormai introvabile nei tempi moderni. Mani esperte rifiniscono e abbelliscono questi prodotti con gigliucci, orli a giorno, ricami e pizzi.
Il successo dei tessuti Busatti risiede non solo in quel feedback qualitativo che arriva dalla propria clientela internazionale ma anche nei numeri: 42 punti vendita in Italia, 21 nel Mondo (dall’Australia alla Russia, dalla Finlandia al Giappone, arrivando fino agli Stati Uniti).

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